È più importante la foto o la fotocamera che la scatta?

25 marzo 2017 - Categoria: Tecnologia

Ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia nei primi anni Duemila. La prima fotocamera reflex a pellicola che ho avuto è stata una Olympus OM 10 (con manual adapter) di mio padre, equipaggiata con l’ottica “standard” Zuiko 50 mm f/1,8.
A mano a mano che la passione cresceva ho acquistato altra attrezzatura, poca alla volta. Le mie scelte erano dettate dai corpi macchina e dalle ottiche economicamente più accessibili che trovavo sull’usato: motivo per cui ho “consumato” almeno 3 corpi macchina Pentax elettronici (serie SF) della seconda metà degli anni ‘80. L’elettronica li tradì inesorabilmente uno dopo l’altro… Le ottiche manuali Zuiko invece le utilizzo ancora sui corpi digitali tramite adattatori.
Non era importante cosa usassi “per” fotografare: il divertimento stava “nel” fotografare. Questo valeva per me come per tante altre persone con cui frequentavo corsi di fotografia: avevamo tutti fotocamere differenti, apparecchi 35 mm trovati in casa, appartenuti a un genitore, a un parente, a un amico.

 

Abruzzo, zona Campo Imperatore (2003) - Pellicola negativa - Pentax SFX con ottica Pentax 35-70 mm

Abruzzo, zona Campo Imperatore (2003) – Pellicola negativa – Pentax SFX con ottica Pentax 35-70 mm

 

In questi anni ho notato un cambio di tendenza: soprattutto per chi inizia a fotografare, l’attrezzatura sembra essere diventata la cosa più importante. Discussioni su quale sia la fotocamera con il sensore migliore assorbono più tempo di quanto viene dedicato a fare foto. E per fare foto non intendo scattare immagini test da “sezionare” a monitor pixel per pixel.

Oggi i dispositivi con cui si possono catturare buone immagini sono molteplici (smartphone di fascia alta, fotocamere compatte, bridge, mirrorless, reflex ecc.) e in molti sono disposti a spendere cifre, anche significative, per questi strumenti. Tutto ciò, invece di contribuire a emancipare la fotografia dal mezzo con cui viene catturata, l’ha resa più device-dipendente.
Conoscere e testare i propri mezzi è importante, ma se il pixel peeping diventa un’ossessione o il fine stesso del fotografare, allora credo si stia perdendo molto… E non sto parlando di tecnica fotografica, che è fondamentale conoscere e perfezionare, ma di ricerca della “qualità” del mezzo fine a se stessa.

Pressoché tutte le moderne fotocamere digitali di fascia media consentono di lavorare professionalmente. Alcuni modelli si adattano meglio di altri a specifiche situazioni, ma nella pratica vanno tutti bene per un uso professionale generico; modelli meno performanti sotto certi aspetti sono più avanzati sotto altri.
Detto questo, soprattutto se non stiamo fotografando per “portare a casa la giornata”, ma per il puro piacere di farlo, non sarebbe più rilassante e piacevole concentrarsi sul fotografare che non su cosa utilizzare? Scattare senza sentirsi (psicologicamente) limitati da una macchina fotografica che non ha l’ultimo autofocus, una raffica pazzesca, una gamma dinamica esasperata, una risoluzione (per poco) senza pari e via dicendo?

 

Abruzzo, zona Campo Imperatore (2003) - Pellicola negativa - Pentax SFX con ottica Pentax 35-70 mm

Abruzzo, zona Campo Imperatore (2003) – Pellicola negativa – Pentax SFX con ottica Pentax 35-70 mm

 

Inseguire l’ultimo prodotto, o il top di gamma del momento, è uno sforzo inutile e non necessario. Verranno proposti sempre nuovi modelli e sempre con maggiore frequenza, tanto da farci sentire presi in giro per aver acquisto qualcosa che dopo due mesi ci viene fatto percepire come superato e ampiamente inferiore rispetto al nuovo. Ci sono professionisti di alto livello che fanno bene il loro lavoro e impostano un sistema efficace di comunicazione per vendere l’ultimo ritrovato tecnologico, promuovendo il messaggio che grazie a quella fotocamera tutti saremo in grado di fare foto meravigliose. E se non ci riusciamo nemmeno così basterà comprare il modello superiore o l’aggiornamento di quello che abbiamo acquistato pochi mesi prima che, grazie a un ulteriore miglioramento, ci garantirà il successo.

Sia chiaro, nemmeno io sono indifferente al fascino delle innovazioni e dei nuovi modelli, ma il concetto che voglio trasmettere è che la migliore attrezzatura da utilizzare per creare immagini è quella che possediamo, qualunque essa sia, e non quella che forse uscirà tra 2 mesi perché lo ha annunciato un rumor o quella con più megapixel, risolvenza, tropicalizzazione o quant’altro. Perché alla fine, prima di distinguere tra una foto venuta meglio o peggio, c’è da distinguere tra una foto fatta o non fatta e dire “ma se avessi quella fotocamera e quell’ottica allora…” non vale come giustificazione 😉 .

 

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