Omaggio a Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio

1 settembre 2016 - Categoria: Eventi

25 anni fa, nei pressi della montagna del Similaun, veniva ritrovato, mummificato e preservato dal ghiaccio, un uomo vissuto oltre 5000 anni fa.
I suoi resti sono ospitati dal Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano che il 13 novembre 2008 fu teatro della performance ideata da Michele Mucci e dedicata a Ötzi. (News Provincia Autonoma di Bolzano)

La performance si intitolava Segni d’Omaggio: quale miglior momento per montare le riprese e rendere nuovamente omaggio a Ötzi se non in occasione del venticinquesimo anniversario del ritrovamento?

I performer, oltre allo stesso Mucci, sono Pamela Menini e Rodolfo Bargelli.
L’evento è stato reso possibile anche grazie al contributo dello staff del Museo Archeologico e in particolare ad Angelika Fleckinger (direttrice), Melitta Franceschini (foto e film) e Luis Egger (bibliotecario).
Stefano Tonelli si è occupato dell’assistenza di scena.

 

Michele Mucci presentava la performance con queste parole:

«Segni d’omaggio ruota attorno alla figura di Ötzi, al suo passato e al suo presente, al suo commovente corpo e alle geometrie che lo abitano.
Ci si appropria qui di tali segni e attraverso una forte sintesi analitica e formale, utilizzando il corpo del performer come tramite narrativo, si ripercorrono la paura e la sofferenza che hanno condotto Iceman alla morte, la sua storia più recente che lo ha consegnato alla clinica osservazione della ricerca e il suo attuale stato di conservazione/esposizione.» (M.M.)

 

Questo invece il testo scritto da Gabriella Lerario:

«I gesti sono segni che diventano immagini, suoni, parole, linguaggio, musica.
I gesti di un corpo ferito, segnato, memore della sua esistenza, delle sue emozioni, del suo passare, della vita che il ghiaccio ha fermato. Molto tempo dopo offerto alla luce di migliaia di occhi.
Corpo in tensione fermato in un gesto non placido non inerte: contro altri corpi contro la montagna, contro il gelo la morte. Pathos di millenni.
Occhi sgranati bisognosi di protesi di scienza per attraversare il baratro di tutto quel tempo.
La scienza ha bisogno di fotografare calcolare misurare, di geometrie e non teme la fragilità della pelle e delle ossa di un oggetto antico.
Misura dopo misura, millimetro dopo millimetro si ricompone un grafo assente a ogni sofferenza, a ogni respiro. Ogni segno troverà posto nel dizionario dei nuovi segni: temperatura peso colore materia funzione.
Mummia senza rito. Cadavere imbalsamato per cinquemila anni.
Il corpo dell’artista accoglie tutti i segni: i gesti di Ötzi, i tatuaggi che lo segnano, tracce ambigue di un’identità. Il corpo non è più il cadavere della medicina di cui parlava Baudrillard.
Emerso alla società dello spettacolo, tra tutte le società possibili, al teatro della scienza che fa rumore, sin da subito è il corpo che tiene la scena, scandisce il ritmo, il frame dell’azione.
Azione impura, sperimentale, luministica e sonora, violenta e conciliante, chiusa da note popolari e auliche, in continua dialettica tra il solenne e il quotidiano nella sua accezione minima, microscopica, invisibile eppure esaltata.
Episodio ricorrente dell’attraversamento, della scoperta, della ricerca di un luogo dove stare, in cui trovare casa, di una caccia antica. eco dell’età del rame, solitudine amplificata da altezze rocciose coperte di cristallo.
Gelido è il risveglio della scienza e altisonante. L’omaggio si esprime in assonanze, in analogie formali, in immaginazioni e identificazioni, personificazioni di simboli titanici. Ma tutto è riportato a gesti frugali, al corpo a corpo, anche con la scienza.
Lunghi minuti di sospensione, di ascolto dell’altro. Silenzio interrogativo e commistione di linguaggi. Oscurità e ambiguità in cui si esprime l’arte di non dare risposte, dissenso poetico.
Se all’omaggio si intrecciano intenzioni di riscatto e volontà di conciliazione, Michele Mucci riesce a interpellare la materia umana che ancora chiede di non essere inerte.» (G. L. – Firenze, 15 ottobre 2008)

 

Libri
Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio. Informazioni e curiosità sul celebre ritrovamento archeologico di Angelika Fleckinger (Autore), M. Caracristi (Traduttore) (link Amazon)

 

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