La riscossa del 50 mm e il rinnovato connubio Sony-Zeiss

6 agosto 2016 - Categoria: Attrezzatura

Carl Zeiss Planar 50 mm vintage (© Dario Nicolai)

Carl Zeiss Planar 50 mm vintage (© Dario Nicolai)

 

Per anni l’obiettivo da 50 mm, focale considerata “normale” sul formato 35 mm, è stato poco considerato, se non denigrato, dai più. È l’ottica con la quale in molti abbiamo iniziato a scattare sia per la sua relativa economicità e diffusione sia perché spesso corredo standard delle fotocamere a pellicola di piccolo formato (135).
Per molto tempo i 50 mm non hanno avuto grande fortuna. Sono infatti stati considerati troppo “normali”, soprattutto in un mercato sempre più vario e ricco di focali di ogni sorta.

Negli ultimi mesi sembra però esserci stata una storica inversione di questo trend, almeno da parte dell’offerta. Varie case produttrici stanno immettendo sul mercato numerose focali da 50 mm sia per il formato Full Frame (24×36 mm ca.) che equivalenti per formati inferiori.
Tra l’altro, almeno per Sony, non parliamo affatto di ottiche economiche. Se tralasciamo l’economico Sony FE 50 mm f/1,8, abbiamo uno Zeiss Otus Distagon T* 55 mm f/1,4 del 2013, uno Zeiss Loxia 50 mm f/2 (attenzione venditore al momento con pochi feedback), un Sony (Zeiss) 55 mm f/1,8 ZA Sonnar T* e infine, l’ultimo nato, il Sony (Zeiss) FE 50 mm f/1,4 ZA Planar T*.
Trovo questo revival nell’offerta curioso ma vista la mobilitazione massiccia da parte di più produttori in questa direzione suppongo ci sia qualcosa che mi sfugge…

In ogni caso, l’ultimo nato in casa Sony su progetto Zeiss, il Sony FE 50 mm f/1,4 ZA Planar T* (DPReview, 50/1,4 Vs. 55/1,8), segna un’importante (possibile) svolta nel rapporto fra le due case che sembrava giunto a un punto di rottura dopo l’uscita della serie Sony G Master.

 

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Marco BisogniMassimo Conti Recent comment authors
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Ciao Marco,
come sai non sono affatto un esperto del settore, però l’argomento mi coinvolge. Quando dici che per molto tempo i 50 mm non hanno avuto fortuna sicuramente ti riferisci al periodo (per me recente!!!!) che parte da metà anni ’80, perchè fino a quel momento era davvero l’ottica base che tutti usavano, dagli artisti di cui abbiamo esempi altissimi, ai reporter in giro per il mondo. Era il formato considerato più vicino alla visione umana e in qualche modo quello che ti costringeva a dare significato alle tue immagini già in fase di composizione allo scatto, senza l’aiuto di prospettive dovute ad ottiche differenti. Fino a quel momento acquistare obiettivi di focali diverse era impegnativo per la scarsa offerta e per la minore disponibilità economica, solo i fotoamatori più evoluti potevano concederselo .. finchè l’avvento degli zoom e delle marche universali ha aperto il campo a tutti.

Oggi in qualunque campo, specie quelli legati al design, all’aspetto, alla visualizzazione, si va cercando uno stile vintage perchè alla fine solo pescando nel passato si trovano oggetti e lavori che conservano ancora forte personalità a differenza di tutto quello che in seguito si è un pò uniformato.
Credo che la scelta delle case produttrici stia a metà tra una sensibilità del mercato e una “nuova” opportunità commerciale.
Per mantenersi vive e produttive le aziende hanno bisogno di vendere molto e possono farlo solo se creano un mercato o sfruttano l’embrione che vi si sta originando.

Di positivo c’è che negli ultimi anni il digitale ha risvegliato la voglia di fotografia e nelle persone intelligenti la voglia di confrontarsi con qualità e non tanto per esserci. Purtroppo i nuovi portentosi smartphone stanno di nuovo minando questo trend, ma in generale vedo uno slancio che 15 anni fa era ormai sopito.
… almeno .. questa è la mia impressione! 😉