Filtri per proteggere gli obiettivi

8 novembre 2016 - Categoria: Attrezzatura

È veramente necessario tenere un filtro sempre montato sulle ottiche per proteggere la lente frontale?
Sento questa domanda da quando ho iniziato a fotografare e, all’inizio, me la ponevo anche io.
La versione breve della storia è: no, in condizioni normali non serve tenere alcun filtro protettivo montato, anzi, è sconsigliabile perché peggiora la qualità delle immagini riprese.

 

Filtro UV e obiettivo

Filtro UV e obiettivo. Image credit: Derrick Austinson PhotogCC BY-SA 2.0

 

Per i più curiosi facciamo un po’ di storia. In tempi giurassici, quando ancora si scattava utilizzando la pellicola, le dominanti “bluastre”, dovute alla componente ultravioletta della luce solare, maggiormente presente – per esempio – in alta montagna, erano un problema. Per contrastare il fenomeno venivano perciò impiegati filtri (anti) UV o filtri skylight (questi ultimi invece di “tagliare” le frequenze UV hanno una colorazione leggermente rosata per contrastare il viraggio).
Sia i filtri UV sia gli skylight, avendo effetti abbastanza neutri sulle immagini, venivano usati anche per proteggere la lente frontale degli obiettivi. Il filtro UV era adatto sia alle pellicole bianco/nero sia a colori, mentre lo skylight per le sole b/n, a meno di non voler introdurre volontariamente un leggero viraggio caldo.

Con l’avvento delle fotocamere digitali, eliminare una dominante cromatica del tipo descritto è un’operazione banale eseguibile in post-produzione, quindi l’utilità principale dei filtri UV e skylight è venuta meno. Resta la discussa funzione protettiva.
Affrontiamo la questione da un altro punto di vista: spendiamo centinaia o migliaia di euro per acquistare ottiche di qualità e poi, per non rischiare di sciuparle, ci viene in mente di tenere sempre montato un vetro da poche decine di euro? Allora tanto vale comprare ottiche economiche e vivere più sereni con minor paura di danneggiarle.
Il problema di questi filtri non è solo quello di peggiorare la resa in termini di “nitidezza” ma, aggiungendo un’ulteriore coppia vetro-aria di fronte a un gruppo ottico già complesso, si aumenta la possibilità di riflessi. Inoltre questi filtri sono completamente piatti, a differenza delle lenti frontali, e ciò non aiuta di certo a prevenire la comparsa di artefatti…

Visto che, in piena era digitale, la funzione primaria dei filtri UV e skylight è venuta meno, si sente più spesso parlare di filtri protector il cui unico scopo è quello di proteggere gli obiettivi. Sono realizzati con vetri di alta qualità, strati antiriflesso multipli, ma restano sempre un elemento estraneo al progetto ottico della lente. Inoltre, se vogliamo tenerli sempre montati e compriamo un filtro protettivo di qualità per ogni obiettivo, la spesa non sarà più di qualche decina di euro.

Quindi, fatta eccezione per situazioni in cui il rischio di rovinare la lente frontale dell’obiettivo è reale (scatti in riva al mare, in ambienti di lavoro come per esempio un’officina…) e quindi può avere senso montare un filtro protettivo e anche comprare il migliore che ci si possa permettere, negli altri casi già il paraluce costituisce una buona protezione da urti accidentali.
Poi, si sa che la Fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, però non perdiamo di vista la dimensione reale delle situazioni.
Ricordo le parole lette in un vecchio scritto di John Shaw in cui il fotografo, per esprimere la sua contrarietà all’utilizzo dei filtri protettivi, richiamava la figura di Freddy Krueger con i propri “artigli” come perfido attentatore delle nostre lenti mentre noi dormivamo ignari 😉

 

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