Digitalizzare negativi e diapositive (parte 2): scanner piani per pellicole

13 giugno 2016 - Categoria: Attrezzatura - Tecnologia

Nel precedente articolo ho parlato di film scanner dedicati all’acquisizione di sole pellicole fotografiche; in questo parlerò di modelli piani, che possono acquisire sia opachi sia trasparenti.
Non farò troppi confronti qualitativi, salvo presentare qualche sample acquisito personalmente con un Canon 8600F, ma piuttosto una panoramica sulle caratteristiche generali di queste periferiche. Il perché di questa scelta lo spiego subito.

Gli SCANNER PIANI non sono la soluzione più indicata per:

  • creare un archivio digitale definitivo dei propri scatti, magari con lo scopo di liberarsi degli originali su pellicola per questioni di spazio, degradazione delle pellicole a causa di muffe, funghi o segni del tempo;
  • recuperare scatti per uso professionale o per buone stampe di formato medio o grande.

Questo perché la qualità di scansione reale che possono offrire non raggiunge quella di un buono scanner dedicato. Parlo di qualità reale perché sulla carta si leggono valori di risoluzione e densità nominali ben superiori a quelli effettivi.

Gli SCANNER PIANI sono più pratici e adatti di quelli dedicati per:

  • visionare in anteprima gli scatti. Posizionando sul piano dello scanner più diapositive o negativi (il numero dipende da quanti ne può accogliere il film holder dello scanner) ed eseguendo una scansione in bassa qualità si ha subito un’idea delle immagini acquisite senza dover caricare manualmente uno o pochi frame di pellicola alla volta;
  • digitalizzare grandi quantità di immagini finalizzate alla pubblicazione su web, a stampe di piccolo formato o comunque per un uso a video senza troppe pretese;
  • digitalizzare centinaia o migliaia di foto-ricordo se non si hanno altre possibilità di visionarle;
  • acquisire pellicole medio formato senza dover spendere cifre onerose come quelle necessarie all’acquisto di uno scanner medio formato dedicato;
  • acquisire anche opachi, siano essi documenti o immagini stampate.

 

Vediamo ora qualche modello:

Epson e Canon continuano a commercializzare i loro modelli di punta, che negli anni sono stati aggiornati.
Il funzionamento del meccanismo è lo stesso per i prodotti di entrambe le case: il coperchio dello scanner ospita una seconda fonte luminosa. Per acquisire trasparenti basta rimuovere il pannello bianco che la copre ed eseguire una normale scansione delle pellicole posizionate sul piano.

 

Istruzioni scanner Canon CanoScan 8600F

Istruzioni scanner Canon CanoScan 8600F

 

Canon propone il CanoScan 9000F MKII. Io possedevo un vecchio modello, l’8600F, usato sempre meno anche per scannerizzare opachi perché con il passaggio definitivo a MacOS per la gestione delle immagini il dialogo fra vecchi driver e nuovo sistema operativo era diventato problematico. La qualità dell’8600F per i trasparenti non era entusiasmante (vedi sample sotto), ma adatta al mio scopo principale: visionare le pellicole in anteprima.

Per quanto riguarda il modello attualmente in commercio, il 9000F MKII, non sono riuscito a reperire informazioni chiare in merito alla qualità di scansione. L’unica informazione sicura che ho trovato è la lentezza nell’acquisizione. Visto il prezzo, rimasto pressoché invariato negli anni, mi aspetto un miglioramento ma nulla di straordinario. Capisco che il ragionamento non abbia fondamento scientifico ma è ciò che di più verosimile posso pensare viste anche le scarse informazioni e test che si trovano su questo modello. Ribadisco invece che già l’8600F con gli opachi lavorava molto bene.
Per quanto riguarda gli accessori porta pellicole, invece, è certo che non ci sono stati aggiornamenti. Lo scanner consente di caricare 12 frame di pellicola negativa da 35 mm, 4 diapositive 35 mm intelaiate, 3 fotogrammi di pellicola 6×6 cm e una pellicola di dimensioni massime 6×22 cm alla volta.
Tutto questo a fronte di un prezzo contenuto.

 

Epson e la serie Perfection Pro. La presentazione dell’Epson Perfection V700/750 Pro nel 2006 va contestualizzata. Al tempo le soluzioni soddisfacenti per acquisire in proprio pellicole avevano due soli nomi: Minolta e Nikon. E se non ricordo male il Minolta Elite 5400 II era già uscito (o stava uscendo) di produzione. Il Nikon Coolscan, sia nuovo che usato (al tempo usato si trovava ancora) aveva un prezzo impegnativo. Per tante persone il lancio del V700 era atteso con trepidazione: si trattava di uno scanner per acquisire pellicole sia di piccolo sia di medio formato che prometteva la qualità dei film scanner dedicati. In più, vado a memoria, costava intorno ai 500 o 600 €, cioè molto meno di un Nikon usato. Mi sono dilungato un po’, ma ricordo tale momento come ricco di aspettative per chi si divertiva ancora a scattare in pellicola e aveva un archivio di scatoline e raccoglitori pieni.
Tornando ai fatti, lo scanner uscì in versione V700 e V750. La 750 a livello hardware differiva per il trattamento antiriflesso del piano di scansione per spingere ancora oltre le tanto conclamate performance, veniva venduto con un software per l’acquisizione di livello superiore e costava di più.
Nessuno dei miei conoscenti volle essere il primo a effettuare l’acquisto. Si aspettavano impressioni, file alla mano, di chi lo avesse già comprato. I primi test uscirono, si parlava di resa molto simile agli scanner dedicati, di stampe accettabili fino al formato A3 da una pellicola 35 mm. “Resa molto simile” e “stampe accettabili” sono pareri soggettivi e lasciano il tempo che trovano. Oggi, che di test da fonti attendibili se ne trovano molti di più, si può dire che per il costo e per i risultati che permetteva di ottenere era forse il prodotto con il miglior rapporto qualità/prezzo. Non raggiungeva il livello di uno scanner dedicato, ma per essere uno scanner nato per opachi e trasparenti non si comportava male.

Perché ho parlato così tanto della versione V700 se oggi è in commercio la V800/850? Perché fondamentalmente a livello di resa fra i due scanner non è cambiato nulla. Ciò che è stato variato nella serie 800 sono i telai portapellicole. I nuovi sono dotati di uno speciale vetro che tiene in piano, schiacciandole, le pellicole che hanno perso la loro planarità. Per le pellicole che non hanno questo problema il vetro aggiuntivo riduce invece la qualità di acquisizione. Su uno dei siti più noti per i test sui film scanner consigliano di usare i porta pellicola del modello precedente per le pellicole non problematiche.
Si possono acquisire contemporaneamente 18 fotogrammi (suddivisi in 3 strisce) di pellicola negativa 35 mm, 12 telaietti di diapositiva 35 mm. Per quanto riguarda le pellicole medio formato l’area massima di scansione è lunga 20 cm, quindi possono essere scannerizzati contemporaneamente fino a: 4 fotogrammi 4,5×6 cm, 3 da 6×6, 2 da 6×7 o 6×9 o una panoramica. Infine è possibile scannerizzare anche formati di pellicole superiori. Per avere più informazioni consiglio la lettura del paragrafo Scanning of medium formats and large formats with the Epson Perfection V800 Photo sul sito filmscanner.info citato poco fa. Il numero di frame 35 mm che si possono digitalizzare insieme e la varietà di formati di pellicole accettati sono decisamente caratteristiche interessanti.

Concludiamo con il prezzo. Tralasciando il costo indicativo proposto da Epson, superiore ai 900 € per il modello V850 e di quasi 700 € per il V800, su Amazon si trovano a qualcosa meno: qui il link per la versione V800 e qui il link per l’850. Se la percezione del prezzo sia alta o meno dipende dalle proprie finanze e dalla necessità in termini di costi/benefici di un prodotto di questo tipo. C’è da dire che ciò che si sacrifica in termini qualitativi di sicuro si risparmia in tempi di acquisizione. Per risparmio in tempi di acquisizione non mi riferisco tanto alla velocità di scansione stessa quanto all’automatizzazione: una volta posizionati nello scanner i negativi o le diapositive e avviata la scansione, fino alla fine del procedimento non c’è da fare altro. Con la maggior parte degli scanner dedicati bisogna lavorare uno o pochi frame alla volta.
Il costo è molto più elevato del Canon, ma verosimilmente la fascia di prodotto e quindi le prestazioni saranno superiori.
La considerazione da fare è eventualmente di valutare l’acquisto in un V700/V750 usato, visto che Epson fornisce i driver aggiornati anche per le ultime versioni dei sistemi operativi Windows e Mac.

 

Alcuni consigli prima di concludere:

  • il vero incubo dell’acquisizione di pellicole è la polvere, sia quella presente sul piano sia sulle pellicole: è una lotta impari. Pressoché tutti gli scanner offrono una tecnologia per la rimozione di polvere e graffi che però allunga i tempi di scansione e non funziona con le pellicole in bianco e nero e, di norma, nemmeno con i Kodacrome. Usare un soffietto o una “peretta” per lavaggi auricolari acquistabile in farmacia può essere di grande aiuto;
  • per avere scansioni più accurate, oltre alla risoluzione di acquisizione, contano i passaggi effettuati dallo scanner. Ogni passaggio in più aumenta anche la durata della scansione. Vale la pena perdere un po’ di tempo e fare test preliminari per vedere l’effettivo aumento di qualità fra un settaggio e l’altro. Scansioni alla mano sarà possibile decidere quale sia il risultato più adatto alle proprie esigenze in termini di qualità/tempi di scansione e per quali fotogrammi eseguire una scansione più accurata. Delle scansioni multi-passaggio beneficiano in particolare immagini con dettagli nelle ombre e nelle alte luci ma visto l’aumento dei tempi per ogni passaggio supplementare, con l’esperienza si capirà quando conviene adottare tale tecnica;

Si conclude così la seconda e ultima parte dell’articolo dedicato alla digitalizzazione di pellicole fotografiche. Ho cercato di fare una panoramica illustrando problematiche, dubbi e soluzioni che mi sono trovato ad affrontare in prima persona negli anni. Purtroppo non tutti sono ricordi freschi, sono andato un po’ a memoria e ho consultato articoli che ricordavo affidabili. Non sono entrato nel merito di settaggi specifici per questo o per quel programma sia perché non li ricordo, sia perché non ho testato tutti i software di scansione.
I software di scansione meriterebbero, a dire il vero, una terza parte dell’articolo, ma mi mancano sia il materiale che l’esperienza d’uso, quindi rischierebbe di diventare un copia-incolla totale e ciò non sarebbe utile né affidabile.

Commenti e critiche costruttive sono sempre graditi 😉

 

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