Backup: hard disk esterni, soluzioni cloud e… Office 365

18 ottobre 2016 - Categoria: Tecnologia

Floppy disk da 3,5"

Floppy disk da 3,5″ Image credit: Public domain – Wikimedia Commons

I primi computer che ho utilizzato prevedevano come unica periferica (consumer) di backup il floppy disk. La capienza massima di questi dispositivi era 1,44 Mb: meno di un mega e mezzo (!). Per chi non ha vissuto quel periodo sembrerà inconcepibile, ma questa era la realtà.
Pochi anni più tardi, circa a metà degli anni ’90, arrivarono le prime soluzioni alternative: gli zip drive e i cd rom. I supporti utilizzati dagli zip drive erano fondamentalmente dei floppy disk dalle dimensioni e dalla capienza maggiore. I primi modelli prodotti da Iomega avevano capacità di 100 e 250 Mb. Il modello più recente poteva immagazzinare dati per 750 Mb, capacità molto simile a quella dei primi cd-rom (650 Mb), con la differenza che i floppy degli zip drive potevano essere cancellati e riutilizzati.
Oggi questi numeri sono ridicoli: per immagazzinare immagini e video ragioniamo in termini di Gigabyte e Terabyte (rispettivamente 1.000 e 1.000.000 di Megabyte) e le soluzioni che abbiamo a disposizione per creare copie di backup del nostro lavoro sono più versatili e veloci.

Purtroppo, con un certo stupore, mi rendo conto che la “cultura” del backup non è molto sviluppata. E non parlo solo a livello amatoriale, la cosa vale anche per gli addetti ai lavori. Trovo singolare che le immagini a cui teniamo e su cui abbiamo passato ore di post-produzione non siano messe al sicuro facendone almeno una copia di sicurezza, ma evidentemente il problema non è così sentito… almeno fino a che non avviene la “catastrofe”. In più di un’occasione le mie orecchie hanno udito urla di disperazione per un hard disk rotto, seguite dalla domanda: “e ora come faccio a recuperare il contenuto?!”.

Interno di un HDD non SSD

Interno di un HDD non SSD. Image credit: Public domain

Rispondo brevemente a quest’ultima domanda, sperando che dopo aver letto le mie parole farete di tutto per evitare di trovarvi in questa situazione. Se il disco danneggiato è di tipo “tradizionale” (ovvero con i dischi che ruotano e una testina che legge i dati memorizzati su di essi) in molti casi è possibile recupere buona parte dei dati (molto dipende del guasto). Esistono aziende specializzate come la Ontrack che si occupano di questo. La soluzione però potrebbe non essere economica quindi conviene chiedere sempre un preventivo e valutare il da farsi. Se invece il disco danneggiato è un SSD (a stato solido, la tipologia più moderna e performante di HDD), in cui la parte meccanica viene sostituita dall’elettronica, difficilmente riuscirete a recuperare qualcosa.

Ora che sapete cosa vi aspetta in caso di guasti se non avete una copia di backup, continuate a leggere per vedere come prevenire il problema 😉 .
Prima di presentare le varie soluzioni vi dirò quelle che adotto io: 2 copie di backup su dischi esterni tradizionali USB 3.0 conservati in luoghi differenti (studio e casa per capirsi) e una copia su cloud storage. Presentando le possibili soluzioni capirete il perché di “tante” precauzioni.

 

Hard disk esterni

Parlando di backup di immagini e video, che di certo non occupano poco spazio, la soluzione più semplice sono i dischi esterni. Io uso principalmente dischi Western Digital Elements (con interfaccia USB 3.0 e 1 Tb di capacità) da 2,5” autoalimentati e Toshiba Canvio Basic (USB 3.0, 1 Tb) da 2,5” autoalimentati. Ne ho diversi, sono economici e non mi hanno mai dato problemi.
Ho due copie identiche di ogni HDD conservate in luoghi differenti perché un furto o un tubo dell’acqua che si rompe possono far sparire in un baleno anni di lavoro, soprattutto se una copia è sul computer e l’HDD con il backup si trova nelle sue vicinanze. [Aggiornamento: ho iniziato ad adottare anche una soluzione differente.]

Altra cosa importante: backup significa “copia”, spostare il lavoro dall’hard disk del computer al disco esterno non è fare un backup perché a quel punto l’unica copia sarà sul disco esterno. Quindi, se volete liberare spazio sul disco del vostro computer, non volete preoccupazioni e non volete nemmeno comperare due dischi esterni dovrete affiancare all’HDD esterno una seconda soluzione. Vediamo quale.

 

Cloud

Cloud storage

Vuol dire, fondamentalmente, affidare i propri dati in custodia a terzi. Caricherete (upload) i vostri file sui server di compagnie che offrono servizi di cloud storage. Ovunque vi troviate (a patto di avere una connessione internet) potrete accedere ai file che, a differenza di quelli salvati su un HDD, saranno al sicuro da danneggiamenti.
Le soluzioni più note di cloud storage sono offerte da DropboxGoogle Drive, e Microsoft OneDrive.
Qual è il servizio migliore? Diciamo subito che ognuna di queste compagnie offre un piano di archiviazione base gratuito. Qui trovate le informazioni che riguardano Dropbox, Google Drive e OneDrive. Potete quindi attivare un account presso ciascuna azienda e provare di persona quale sia il servizio più adatto alle vostre necessità.
Da un punto di vista di costi, Dropbox e Google Drive offrono 1Tb di spazio per circa 10 € al mese. Per Microsoft il discorso è diverso. L’abbonamento Office 365 Home costa 99 € annui (o 10 € al mese in caso di pagamento mensile) e, oltre a offrire 5 Tb di spazio (1 Tb per ciascuno dei 5 account che prevede l’offerta), include tutte le applicazioni di Office (Word, Excel, Power Point ecc.) scaricabili in versione desktop e sempre aggiornate.
Io ho optato per l’opzione Microsoft perché avere 5 Tb al prezzo di uno era già allettante, in più il valore aggiunto di Office ha fugato ogni dubbio.
Visto che questo è il terzo anno che rinnovo Office 365 mi sono fatto un’idea del suo funzionamento. Per quanto riguarda le applicazioni di Office nulla da dire. Come cloud – al momento – OneDrive non è forse la scelta migliore ma nell’insieme è un pacchetto che continuo a rinnovare perché lo trovo un buon compromesso a un prezzo vantaggioso.

 

NAS (Network Attached Storage)

NAS QNAP - (photo by Andrew Currie)

NAS QNAP. (Andrew CurrieCC BY-SA 2.0)

Esiste una terza soluzione per il backup che unisce le caratteristiche delle due soluzioni già indicate (sia a livello di pregi sia di difetti).
Non entrerò nel dettaglio della tecnologia dei NAS, indicherò piuttosto a grandi linee cosa sono e come possono essere utilizzati. I NAS sono unità autonome, dei computer, dotate di (più) hard disk e connessione di rete. Tali unità, oltre a funzionare da “dischi esterni”, sono anche dei personal cloud: è possibile accedere al NAS sia direttamente tramite interfaccia USB (o similare) sia, ovunque vi troviate, tramite internet.

 

Pregi e difetti delle 3 soluzioni

Vantaggi Svantaggi
HDD esterni – velocità di accesso ai dati;
– spesa di acquisto contenuta;
– il supporto è di Vs. proprietà.
– possibilità di danneggiamento;
– se non avete il disco con voi non potete accedere ai dati.
Cloud storage – i dati sono accessibili ovunque vi troviate tramite internet;
– i Vs. file sono al sicuro da danneggiamenti del supporto su cui sono memorizzati.
– lo spazio su cui sono salvati i dati è a noleggio: lo potete usare fino a che pagate;
l’acceso ai dati, con le connessioni nazionali, è fondamentalmente lento tanto in download quanto, e ancor di più, in upload.
NAS – a fronte di una spesa iniziale più elevata il prodotto è di Vs proprietà: non dovete pagare un noleggio;
– l’accesso diretto al disco è veloce e il caricamento dei file può essere fatto direttamente senza passare da internet;
– è un cloud storage personale, quindi potrete accedere ai Vs. file ovunque vi troviate tramite una connessione internet.
– mentre il rischio di danneggiamento dei dati, a causa di un malfunzionamento del disco, è limitato dalla possibilità di impostare un secondo backup interno, l’intera unità, trovandosi in un luogo fisico, può essere soggetta a furto o danneggiamento per cause esterne;
– deve essere sempre connesso a una rete elettrica (costo fisso) e tutti gli interventi di configurazione e manutenzione saranno a Vs. carico.

Morale dell’articolo: non importa quale soluzione preferiate, l’importante è che facciate un backup dei vostri file. Che si tratti di foto ricordo o del lavoro di una giornata: una volta persi recuperarli è difficoltoso, oneroso e a volte impossibile.

 

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