Adobe Creative Suite 6 non è più disponibile

1 febbraio 2017 - Categoria: Software

A partire dal 9 gennaio 2017 non sarà più possibile acquistare Creative Suite.”

Con queste parole, Adobe annuncia la fine della CS6, l’ultima versione non Creative Cloud delle sue app creative.
La notizia di per sé non credo abbia sorpreso nessuno, anzi, mi sono stupito che Adobe abbia offerto così a lungo la possibilità di acquistare la Creative Suite 6.
Ma quali sono le principali differenze fra Creative Suite e Creative Cloud? E cosa comportano all’atto pratico?

 

Adobe CS Vs. Adobe CC: principali differenze

Dei pro e contro di usare software cloud ho fatto cenno in questo articolo, parlando di Office 365 e del servizio di cloud storage OneDrive, ma nel caso delle app Adobe CC bisogna aggiungere un dettaglio importante (ne parlo tra poco). In generale, la principale differenza fra versione cloud e non di un software è che la cloud è come una versione in affitto. Ciò che paghiamo non è l’acquisto del software ma il suo utilizzo. Il vantaggio consiste nell’avere programmi sempre aggiornati, update frequenti e upgrade sempre compresi nel prezzo dell’abbonamento. Nel momento in cui viene rilasciata la nuova versione non dovremo pagare l’intera cifra per la copia del nuovo software o la differenza per aggiornare la vecchia, ma il prezzo sarà sempre quello dell’iscrizione, di solito annuale.

Sto usando Adobe Creative Cloud praticamente dai suoi esordi e ne sono pienamente soddisfatto. Ciò non vuol dire che il servizio sia esente da inconvenienti. Poco fa ho parlato di un dettaglio importante che differenzia il modo in cui il servizio Adobe si comporta rispetto ad altri software cloud: Adobe CC NECESSITA della connessione internet per verificare l’account dell’iscritto prima di consentire l’avvio dei software. Può sembrare un problema banale, ma – e mi è capitato – se avete problemi di linea e non avete ancora effettuato il login al servizio Creative Cloud non potete utilizzare i programmi. Inutile dire che per la nota legge di Murphy l’assenza di linea si verificherà la mattina della revisione degli esecutivi da mandare in stampa di lì a poco… questo è scontato 😉 .

Non esistendo più la possibilità di acquistare la Creative Suite, quelle appena scritte sono mere osservazioni che però vogliono far riflettere sull’importanza di prevedere un piano B per sopperire alla mancanza della connessione principale.

Concludo con una riflessione: come per i beni in affitto, così per la Creative Cloud, nel momento in cui smettiamo di pagare non abbiamo più diritto di utilizzarli. Se non rinnoviamo l’abbonamento le app smettono di funzionare e non sarà più possibile aprire i file che abbiamo creato in precedenza. Se questa problematica è aggirabile per i file raster non proprietari (tiff, jpeg, png…), per i quali, seppur perdendo le funzioni avanzate, esistono altri software di editing che possono leggerli, file di Illustrator o InDesign (solo per citare i software che uso più frequentemente dopo Photoshop) non saranno più accessibili.

La Creative Cloud di Adobe ha luci e ombre. Non ha più molto senso mettere pro e contro sui piatti della bilancia vista la mancanza di un’alternativa non cloud, ma è importante conoscere quali problematiche può comportare il suo utilizzo.

 

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